Logo-ritmica. Musica, linguaggio e l’avviamento al movimento..

Tecnica della logo-ritmica viene dalla ginnastica logopedica dove gli esercizi motori sono legati alla musica e al linguaggio. Nel 1932 psichiatra russo V.A. Ghiliarovskij ha creato primo sistema degli esercizi di logo-ritmica che ha risultato molto efficace, per la correzione dei difetti della pronuncia. Più tardi logo-ritmica è stata inserita nelle scuole d’infanzia come un’attività di prevenzione dei disturbi del linguaggio.

Nelle classi di avviamento al movimento la tecnica di logo-ritmica e vivamente consigliata con gli alunni più piccoli proprio perché lo sviluppo motorio è molto legato allo sviluppo del linguaggio. La ricerca delle radici del metodo dà un accorgimento importante: il patrimonio folcloristico di ogni popolo è ricco di canti, di filastrocche, di giochi sensoriali, di giochi comunicativi con l’uso delle parole. Questi elementi tradizionali erano e sono ancora oggi molto preziosi per la creazione dei rapporti tra il bambino e il genitore o un’altra persona adulta che sta con lui. Sono stati utilizzati e si utilizzano per la comunicazione creativa tra i familiari e il bambino sin dai primi giorni della vita per stimolare lo sviluppo fisico, sensoriale, psichico ed emotivo e per dare una buona base per lo sviluppo del linguaggio.

Iniziando dai 3 anni, quando i bambini cominciano il loro percorso di socializzazione nella scuola d’infanzia, diventa sempre più importante la comunicazione verbale con gli altri. Anche la scuola di danza è un posto dove si impara a comunicare, però al contrario, trasformando il messaggio verbale in un’espressione corporea, quindi partendo dalla parola ci si arriva al movimento. L’educazione al movimento in relazione alla musica dei bambini è un percorso lungo, complesso e divertente. La musica ha dei superpoteri: in primis ci regala tantissimi emozioni, educa all’ascolto e alla sensibilità e stimola all’azione. Il movimento invece è il sinonimo della vita, quindi è la gioia di fare, di agire, di diventare indipendenti e sempre più capaci.

Ogni azione che si fa alla lezione ha un suo perché, quindi un aggancio logico che dà la base all’esercizio o al gioco, solitamente si parte da un breve racconto o da una storiella che presentino ai bambini la situazione del gioco, ad esempio: l’esercizio “L’orologio birichino”. Già il nome dell’esercizio dà ai bambini principali informazioni importanti: parola “orologio” ci rimanda subito ad un oggetto famoso per il suo meccanismo preciso composto da diversi dettagli, perciò nominiamo i dettagli dell’orologio e li rappresentiamo con il corpo, trasformiamo le braccia nelle lancette, la testa nel sonaglio della sveglia ecc.., proviamo anche di animare alcuni movimenti con un verso (tik-tak, din-don-dan, trrr…); parola “birichino” invece assomiglia ad una caratteristica molto comune dei bambini ed è per questo che cattura la loro curiosità (cosa fà l’orologio? perché è birichino?). Lo svolgimento dell’esercizio ha un suo ritmo. Non è solo il ritmo della musica ma è una unione tra una sequenza specifica dei movimenti strettamente legati alla musica e alle parole. I bambini devono sapere in minimi particolari che cosa stanno rappresentando per poter svolgere il compito con l’attenzione e la precisione. La catena logica del racconto, gli versi vocali che creano gli accenti, le parole “chiave” aiutano bambini a memorizzare i movimenti e portare al termine l’esercizio. E per correggere i movimenti “aggiustiamo l’orologio”, quindi magari “sostituiamo i dettagli che non funzionano con quelli nuovi” per avere un precisissimo orologio svizzero.?

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